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At 17,15.22-18,1

13/05/2015
Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l'iscrizione: "A un Dio ignoto". At 17,15.22-18,1

C’è un bello che è difficile da definire

C’è un buono che non ha paragoni

Ci sei Tu mio Dio

Tu mi aspetti e non ti stanchi

È nel sempre che ti trovo

È la fragilità di cui sono vestito

Non permette ai miei occhi di vedere

Il cuore ha sete e la gola arde

È nel grido della notte buia e vuota

La Tua luce rischiara la mia tenebra

Tu non sei ignoto

Sei Padre rivelato

Ho visto la Tua mano tesa a tenere la terra

Si trova stamani tra la luna che muore

E il sole che sorge

Perché gli uomini non guardano più il cielo?

Hanno paura di contemplare la Tua gloria

Meglio rimanere piccoli piccoli nell’ignoranza

Che essere rapiti dalla Tua immensità