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Mc 10,46-52

26/05/2016
E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!».  Mc 10,46-52

È vero Signore che mi hai salvato

E  ho una gratitudine immensa

Ogni istante devo gridare per la mia cecità

Quando sei con me io vedo

La mia superbia mi allontana da te

E ritorno ad essere cieco

In me la Tua fiducia è compagna

Ma gli occhi distratti e rapaci vogliono possedere

Allora il lume mi sembra che si spenga

E rantolo nel buio e grido misericordia

È la tua misericordia a non spegnere la fiamma

Che tremolante e insicura aspetta l’olio del tuo amore

Riprendo a vedere, sicuro di me vado

Una scianghetta e mi trovo a terra di nuovo

Anche ora pensavo di vedere…. e invece!

Erano gli occhi troppo in alto

Che non mi facevano poggiare a terra i piedi

Pensavo di essere separato dal mondo

E il mondo con un tocco mi ha avvertito della sua presenza

Tutto questo sembra un gioco

Fammi vedere sempre specialmente nelle tenebre

Quando lo smarrimento è tale da non sperare

E la paura è paralizzante da impedirmi di amare

Allora nella mia cecità ho solo una preghiera

“ Ho fiducia in te e credo nella tua bontà”